Da leggere il nuovo libro edito da Altreconomia ( 14 € a cura del Tavolo per la Rete italiana di

Economia solidale)

L’economia solidale ha la forma di una” rete” ed il libro racconta i nodi di un movimento che da Nord a Sud dell’Italia ( decisamente più a Nord che a Sud ) si batte per creare una nuova economia che abbia come capitale le  relazioni fra le persone e un consumo più responsabile. Nel primo libro ” Il Capitale delle Relazioni ( 2010 Altreconomia € 14 ) lo stesso gruppo di lavoro censisce i circa 1000 Gas e alcune fra le più significative esperienze di economia solidale sviluppatesi dal 2000 in poi. Il libro racconta 50 storie di 35 autori diversi : come nasce un Gas, le sue difficoltà e le sue faticose espansioni. Infine racconta come mettere in rete, in un territorio, le iniziative di economia solidale con l’obiettivo di far nascere i DES ( Distretti di Economia solidale ).

Tre anni dopo il primo libro e cioè adesso il sequel ” Un’economia nuova dal Gas alla  Zeta “. Molte cose sono cambiate. La crisi economica e sociale si è sviluppata in tutte le sue cruente sfumature di neo­liberismo, ingiustizie globali, finanza speculativa, danni socio ambientali, conflitti. Il sistema quindi non funziona più. Non solo mostra la corda ma si prepara con lentezza il cappio. Eppure è difficile fa arrivare alla gente la ” narrazione ” di un’economia nuova, solidale. quell’ economia che non ha il capitale in denaro, ma in condivisione, gratuità, fiducia, trasparenza, capacità di fare rete.

Il libro dà conto e commenta, nella prima parte, la ricerca dell’Università di Bergamo su 429 Gas della sola Lombardia. Chi, anche da noi, ha un Gas che va bene ma soprattutto chi avverte problemi, prima di prendere qualsiasi decisione è bene che legga questo straordinario documento. Ed è bene che legga questo libro anche chi stenta a riconoscere l’importanza delle reti di economia solidale in un certo territorio o chi fatica a porsi il problema dell’organizzazione dei flussi ( economici, informativi, culturali) di queste reti e come mantenere le filiere e le relazioni che le sostengono.

Se la risposta più efficace alla risoluzione dei problemi (individuali ma anche collettivi ) è la collaborazione perchè questi comportamenti solidali non diventano abitudine di “altra imprenditoria” ? Perchè il mondo, anche quello della economia solidale, è pieno di gente che “… lavora durante il giorno e la sera nel volontariato cerca di rimediare a quello che ti rende complice di un sistema… ” ( Bertell ­ Davide e Golia ­ Jaka Book 21013 ).
Anche gli altri Des ( così dicono i curatori del libro Davide Biolghini e Andrea Saroldi delTavolo Res Italia) lamentano lo scarso interesse e presenza dei produttori in particolare i produttori biologici e le piccole aziende biologiche familiari. Ma capire come farsi carico della conversione verso il biologico delle proprie campagne resta per i Gas dei Distretti una questione centrale er diventare protagonisti della valorizzazione del territorio. Altrettanto importante il rapporto con le amministrazioni locali. Ne luoghi dove i Des hanno cercato e trovato buoni rapporti con le amministrazioni, il numero degli aderenti ai Des è aumentato e non di poco ( vedi Venezia e Roma). Altra relazione difficile da attivare è quella con la ccoperazione sociale ci cui statuti si avvicinano di molto alla mission proposta dall’economia solidale.

Infine la comunicazione dell’economia solidale : intesa come capacità di relazione, capacità di rappresentare la caratteristica dei prodotti e dei produttori, la capacità di raggiungere una massa critica di persone con informazioni e notizie. Forse la chiave “… e lo diciamo noi di Altreconomia che da 14 anni raccontiamo questo mondo con rivista e libri … è considerare che in questa economia le relazioni contano e ­ come scrive Marco Gentiloni Stoll nel libro ” Smarketing / Altreconomia” per comunicare è sempre bene parlare con “­­­ Nei luoghi della contro­cultura si paga dazio per mille motivi : mancanza di risorse, professionalità che in campo volontario lascia spesso a desiderare, linguaggio ostico e per iniziati. A volte ci si deve accontentare di comunicare con il nostro vicino. Ma è un buon inizio

 

 

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