GAAS sta per Gruppo di Autoproduzione e Acquisto Solidale. Come dice il nome è un gruppo di persone che acquista prodotti insieme in modo solidale (un gas normale in pratica), ma che sull’onda dei movimenti della decrescita e della transizione ha deciso fare un passo in più: autoprodurre in modo solidale una parte dei beni di cui abbisogna.

Perché farlo? Secondo molti è più comodo che tutta la famiglia passi la giornata a stressarsi in ufficio e poi per avere qualche soddisfazione e paracadute morale comprare dei prodotti da un gas. Ovviamente tutti i punti di vista sono giusti a seconda dei criteri con cui li si valutano. Dal punto di vista della crescita del PIL è ottimo questo menage, che ci porta a stressarci facendo per troppe ore al giorno un lavoro alienante che non ci gratifica e ci rende totalmente dipendenti dal lavoro salariato, dipendenti dal mercato, soddisfatti solo nel comprare e nel consumare, senza più tempo per dedicarci a ciò che ci fa stare bene e ai nostri affetti. Se però andiamo a valutare questo stile di vita in base al benessere interiore, alla sostenibilità, alla resilienza, alla quantità e qualità delle relazioni, vediamo che è un metodo che può essere migliorato. Come? Partecipando a un gruppo in cui beni vengono in parte auto-prodotti è secondo i criteri appena elencati un grande salto di qualità! Infatti si ha la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani, di avere i complimenti degli altri, di donare e scambiare i prodotti, questo porta a dei rapporti sociali e quindi ad una qualità di vita superiori, senza parlare dei vantaggi economici.
Non dimentichiamo che la parola comunità deriva dal latino “cum munus” “con doni”, secondo quel meccanismo ben radicato nelle zone rurali fino agli anni ottante per cui se una persona ti donava un cesto di insalata sovraprodotta poi si aveva il piacere di ricambiare con un cesto di uova o di formaggio un po’ più abbondante, per “fare bella figura” per aumentare la stima. Questo rafforzava i rapporti delle comunità. Fermiamoci ora un attimo a pensare come nel periodo delle feste la macchina del consumo abbia snaturato questa naturale e sana tendenza, costringendo molti in una spirale di regali ove ci si sente obbligati a fare e ricambiare regali inutili.
Ora tutti staranno pensando che è impossibile autoprodursi qualcosa al giorno d’oggi… e che non è conveniente dal punto di vista economico. Non è affatto vero e ci sono già molte realtà che lo dimostrano. Una volta ce la facevano e ce la possiamo fare anche oggi. Certo una volta avevano più tempo, ma una volta non avevano i GAAS e non sfruttavano a pieno la potenza della solidarietà e della rete dei rapporti.
Mi spiego meglio: oggi abbiamo poco tempo perché siamo completamente dipendenti dal mercato per i nostri bisogni, e il mercato segue la teoria del massimo profitto, quindi paga poco il lavoratore, ma fa pagare i prodotti il più possibile. Il risultato è che lavoriamo tutto il giorno per comprarci ciò che ci serve (e anche ciò che non ci serve) e dobbiamo comprare tutto perché non abbiamo tempo e forze per produrci qualcosa.
Però se in un gruppo ognuno produce una cosa per se e per gli altri e poi la distribuisce e la scambia, ci si trova ad avere un paniere di prodotti autoprodotti e non un solo prodotto. Consideriamo che produrre yogurt o pane per 10 persone invece che per una sola richiede solo una decina di minuti in più. Quando poi una persona prende delle attrezzature specifiche e si specializza in una produzione i tempi si riducono e la qualità aumenta. Quindi i partecipanti del gaas scambiandosi a vicenda i prodotti con un paio d’ore di lavoro riescono ad avere i prodotti che da soli produrrebbero in una ventina di ore. Infatti facendo i conti (vedi ad esempio il sito www.bilancidigiustizia.it ) queste persone in quelle 2 ore arrivano a risparmiare anche cinquanta euro l’ora. Per la generazione 1000 euro al mese è un decimo dello stipendio in un pomeriggio. Se col tempo il gaas prende piede e il numero di prodotti aumenta qualcuno può persino passare ad un lavoro part-time avendo più tempo da dedicare a sé (e magari a altre autoproduzioni). Attualmente i GAAS stanno avendo 2 sviluppi interessanti: il primo è che molte persone che non hanno ancora le capacità per autoprodurre chiedono di partecipare al GAAS pagando le materie prime necessarie per le autoproduzioni. Il secondo è che ci sono stati alcuni artigiani (elettricisti, falegnami muratori etc), che per poter partecipare al gaas si propongono di fare dei lavoretti presso gli autoproduttori. In pratica un connubio tra le banche del tempo e i gaas.
Quindi riassumendo ecco quali sono i vantaggi dell’autoproduzione solidale in gruppo di persone: soddisfazione personale nel realizzare qualcosa di qualità, aumento della sostenibilità e della resilienza, maggior indipendenza dal mercato, minor dipendenza dal lavoro salariato, maggior tempo per se stessi, migliori rapporti interpersonali e a quindi una miglior qualità di vita.

da: Calendariodelcambiamento
IDEATORE PRODUTTORE E REDATTORE: KELIOS BONETTI