ORTO SUL BALCONE

Lo spazio che hai a disposizione ha molta importanza. Se hai un terrazzino di 2 metri nel quale devi nascondere le scope e le palette, le scarpe e la lettiera del gatto, ti potrai permettere 2 o 3 vasi. Rinuncia a coltivare meloni o zucche. Puoi pensare di seminare 4/5 qualità a scelta fra quelle che faremo insieme (vedi la sezione SEMINA E RACCOGLI).
Se hai spazio a disposizione e hai voglia di lanciarti nell’impresa, allora prendiamo in considerazione l’ipotesi di coltivare il più possibile. I terrazzi sono generalmente di due misure: metri 6.5 per 1.8 oppure metri 8 per 3. Procura 10 vasi di varie dimensioni. Quelle che indichiamo sono esempi, centimetro meno centimetro più non fa differenza. 1 vaso di cm 100 di lunghezza per 46 di larghezza per 40 cm di profondità; 2 vasi di 80 cm per 39 per 34 di profondità; 3 vasi di 60 cm per 28 per 22 di profondità; 4 vasi rotondi di cm 45 per 35 di profondità. Potrai piantare aromatiche, pomodoro, menta, rosmarino, insalatina, basilico, fiori, limone, fagiolini, finocchio, ravanello e cipolla. (o altre a scelta fra le 50 che tratteremo nella sezione SEMINA E RACCOGLI). Puoi anche pensare di mettere solo aromatiche che necessitano di poca terra e si accontentano di vasi piccoli. Compra o recupera vasi preferibilmente quadrati o rettangolari profondi almeno 40 cm e larghi quanto lo spazio utile te lo consente. Meglio la terracotta, ma anche la plastica va bene. Negli ultimi tempi va forte la moda degli orti verticali, da quando a Parigi “…l’architetto Jean Nouvel e il botanico Patrick Blanc hanno realizzato un muro vegetale di 800 metri quadrati con 15.000 piante di 150 specie differenti provenienti da Giappone, Cina, Europa e Usa”. Chi l’ha visto dice che “…lè stupefacente, sembra di trovarsi davanti a un disegno astratto con mille tonalità di verde da cui emergono le finestre dell’edificio, occhi di vetro in mezzo alla natura…” (Serena Dandini – Dal letame non nasce niente – Rizzoli – Biblioteca Rotonda Modena, ma fino al 13 febbraio ce l’ho io!). Per l’orto verticale si possono riadattare bottiglie di plastica o cassettiere. La cosa più bella che ho visto è una coperta di lana grezza con tasche sempre di lana, cucite a mano, su cui mettere terra e fiori. E’ molto difficile da realizzare e da curare, soprattutto per la dispersione di acqua a terra. Attenti a chi abita sotto.

GLI ATTREZZI INDISPENSABILI PER L’ORTO SUL BALCONE
Comprare poco e, possibilmente, usato. Rovistare nelle soffitte e nelle cantine. Chiedere in giro. Aggiustare quelle di casa (faremo un gruppo recupero attrezzi). Passare prima da Porta aperta o dal Tric e Trac – Laboratorio di riciclaggio e riuso creativo per la città sostenibile Via Nobili, 380/a – c/o Isola Ecologica Leonardo – Modena – MO – Telefono: 338/8206208 Orario: per portare oggetti: da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 13.00; per scambi ed eventuali acquisti: martedì, giovedì, sabato dalle 9.30 alle 12.30. Segnalate altri luoghi dove comprare vasi e attrezzi utili usati, grazie.
Indispensabili sono: una paletta, una zappetta, un innaffiatoio con spruzzino (cipolla forata) delle forbici da giardiniere buone (dette cesoie) della corda possibilmente naturale (rafia) e dei bastoni o cannette di bambù di circa 1 metro e dei guanti.

IL TERRENO. CONCIMAZIONE E PREPARAZIONE DEL VASO
Qui da noi il terreno tende a essere argilloso e tende a far ristagnare l’acqua. Per la maggior parte delle piante questa caratteristica è letale perché se l’acqua ristagna la pianta muore annegata e le radici marciscono. Il terreno argilloso, sfregato fra le mani diventa lucido e appiccicoso. In estate è duro come la pietra, in inverno è pieno d’acqua. Se vuoi prenderlo e portarlo in balcone, devi correggerlo con sostanze organiche (stallatico o compost) e sabbia, in modo da favorire il drenaggio dell’acqua. Un terreno di qualità ha un buon equilibrio fra compattezza e sofficità. Deve essere friabile e non seccarsi nelle parti a contatto con l’aria e permettere un buon drenaggio dell’acqua. Se manipolato deve dare la sensazione di essere sempre un po’ bagnato e morbido. Gli elementi per ottenere un buon terreno di coltura sono: sabbia, argilla, humus e torba. Se vuoi fare il terriccio a casa di un parente o di un amico segui il consiglio del giardiniere di Caterina di Russia, la zarina: “ …scava una fossa nel tuo giardino della grandezza che ti aggrada e dello strato di terra che ti occorra. Mettici sterco di vacca ben putrefatto fino all’altezza di due versiòk, su di esse metti altrettanta terra comune di orto, poi mettici delle vinacce e sopra sterco di pecora, quindi quello di colomba e di gallina e ancora buono sterco di vacca…. E lascialo quindi per due o tre anni a marcire. Avrai una terra ottima che sarà adatta per ogni erba, fiore e albero…” Io lo faccio, e aggiungo anche cenere di legna (in modica quantità perché aumenta la salinità) e al posto della terra da orto, metto terra raccolta sotto la legnaia perché ha una percentuale alta di cellulosa decomposta che aumenta la sofficità del terreno. Invece di aspettare 3 anni, lo rivolto ogni mese. Questo accelera il processo di decomposizione. Faccio due cumuli all’anno (circa 5 quintali a cumulo) che uso per vivaio, vasi, ecc… Il terreno del mio cumulo, così come il vecchio terreno dei vasi nel forno di casa va sterilizzato nel forno di casa a 70 gradi, per piccole quantità, oppure mettendolo in sacchi di plastica trasparenti da esporre in pieno sole d’estate per almeno 4 settimane. Allora. Se non vuoi aspettare almeno un anno prima di avere terreno “ compostato” da te, è meglio comprarlo. Il terriccio universale per piante e fiori (c’è scritto così) va generalmente incontro alle esigenze di un orticoltore urbano. E’ già sterilizzato. Ma bisogna saperlo comprare. Prima cosa farsi guidare dalla scritta: Biologico e Ammesso in Agricoltura Biologico. Vanno bene tutti e due. Attenzione al prezzo. Se costa poco è fatto con erba e ramaglia compostati e il processo è stato forzato: il terreno è scarso, le piantine stentano ed il sapore delle verdure è medio basso. Terzo: guardare il Ph della composizione. Se non è menzionato passare oltre.

IL PH DEL TERRENO
Il pH è una scala di misura dell’acidità o della basicità di una soluzione. Influenza la solubilità degli elementi nutritivi e l’attività di microrganismi responsabili della decomposizione delle sostanze organiche. L’acqua pura a 25°C ha un pH = 7. Una soluzione acquosa con pH = 7 si dice neutra. Tutte le soluzioni con pH inferiore a 7 si dicono acide; quelle con pH superiore a 7 si dicono basiche o alcaline.
In realtà il pH definisce un ambiente all’interno del quale il processo di assorbimento degli elementi nutritivi, da parte dell’apparato radicale dei vegetali viene più o meno favorito. Quindi è di fondamentale importanza offrire alle piante un pH il più vicino possibile a quella che ciascuna di loro predilige. Salvo rare eccezioni esse gradiscono valori di pH compresi fra 5 e 7. Molte specie sanno adattarsi, senza manifestare evidenti sofferenze, a pH lievemente diversi da quelli richiesti. Perciò se è vero che non si deve drammatizzare nel ricercare il pH perfetto per ogni vegetale che si vuole coltivare, è altrettanto doveroso non sottovalutare l’importanza che esso assume per lo sviluppo delle piante. Talvolta potrebbe capitare di ottenere un pH troppo basso o troppo alto rispetto a quello desiderato. In tal caso bisogna correggere. Per modificare un pH acido basta aggiungere piccole quantità di Calce spenta (ce ne sono di liquide e in polvere) mescolare bene e ripetere la misurazione. Il valore del pH non varia mai velocemente, pertanto è consigliabile, tra un’aggiunta e l’altra, attendere almeno un paio d’ore. La stessa operazione va compiuta per modificare pH troppo alcalini (più alti di 7) con la differenza che invece di usare Calce si userà Acido solforico, il liquido per batterie che si compra dagli elettrauto. La ricerca indica i valori ottimali di pH per ciascuna pianta. Fra le acidofile troviamo infatti delle piante fiorite davvero meravigliose quali ortensie, azalee, rododendri, camelie, gardenie e mimose, ma appartengono a questo gruppo anche alberi che possono raggiungere dimensioni piuttosto imponenti quali abete bianco, abete rosso, sequoia, acero giapponese, acero palmato, faggio e castagno.
Il pH ottimale di un terreno deve tendere al neutro ed essere fra i 6.8 ed i 7.2. I terreni acidi hanno un pH da 1 a 6.8. I terreni basici hanno valori fra i 7.2 e i 14. La piante che tratteremo in ORTOACASATUA si trovano bene su terreno neutro. Per le acidofile compra un terriccio già preparato.
Se vuoi misurare il grado di acidità del terriccio da te prodotto nella compostiera puoi comprare un pHmetro elettronico o usare la normale cartina di tornasole che in farmacia costa molto ma che nelle aziende chimiche costa meno. Bisogna lasciare a bagno per una notte una manciata di terriccio in una brocca d’acqua e la mattina prelevare un bicchiere d’acqua da analizzare. Se usi il pHmetro elettronico prima devi fare la taratura attraverso una soluzione “tampone” che trovi presso i negozi specializzati in prodotti chimici o presso alcuni rivenditori si acquari. La soluzione tampone ha un pH conosciuto. Per cui una volta inserito il pHmetro nella soluzione bisogna far ruotare la rotellina a destra o a sinistra fino a far coincidere la lettura dello strumento con il pH della soluzione tampone. Ripetere l’operazione più volte. Dopo la taratura lo strumento è a posto. La cartina tornasole si basa sulla colorazione. Insieme alla cartina viene fornita una scala cromatica che dà la misura del pH. Si immerge un pezzetto della cartina nella soluzione che si vuole esaminare: quasi subito la cartina si colorerà in un certo modo. Accostandola alla scala colorata si cercherà la gradazione del colore più vicino a quello della cartina leggendo, accanto, il corrispondente valore del pH. La lettura fatta in questo modo non è precisa ed è approssimativa, ma è sempre meglio che niente.
Se compri il terriccio, compra il miglior terriccio universale che trovi in commercio, ma non prendere quello dove c’è scritto “già ammendato“ (già concimato), prima di tutto perché usano concimi di sintesi chimica (tanto vale comprare le verdure al supermercato) e poi perché in genere non è vero che per poche settimane. Decidi di occuparti personalmente della qualità del “cibo” delle tue piante. Compra un sacco grande di terriccio universale buono. Lo vendono a litri. Per 3-4 vasi grossi ti serve una confezione da 50 litri. Quello buono costa circa 10 € per 50 litri. Compra anche una confezione di letame biologico pellettato da 5 kg (o litri) oppure fertilizzanti e integratori di alta qualità consentiti in agricoltura biologica (flaconi) e un sacco di sabbia di fiume da 25 kg (lo trovi dai rivenditori di materiale edilizio). Unisci i 50 litri di terriccio con il letame o parte del concime nel flacone (segui le indicazioni) e con metà del sacchetto di sabbia. Mescola, mescola, mescola. Metti sul fondo dei vasi due dita di ghiaia o dell’argilla espansa (si compra e deve esserci scritto agriargilla) e riempi i vasi di terra fin quasi all’orlo. Ora potrai seminare/trapiantare. Quella miscela sarà ottimo nutrimento per piante, fiori e frutti per almeno 3 mesi. Poi ti insegneremo come continuare a nutrire le piante ed i fiori. Se vuoi vedere tutto il procedimento con anche le foto vai a Orto di Germano sul Blog Orticondivisi.com.

ESPOSIZIONE DELLE PIANTE SUL BALCONE
Il balcone deve essere esposto al sole per almeno 5-6 ore al giorno. In un balcone esposto a nord il sole sarà più delicato e concentrato nelle ore del mattino: va bene per le insalate e le piante aromatiche. Il balcone esposto a sud è ideale per peperoni, melanzane e pomodori, ma sarà necessario prevedere delle coperture nelle ore più calde e per insalate ed aromatiche.
IRRIGAZIONE SUL BALCONE
Le piantine e i semi temono il ristagno d’acqua e la siccità. Impareremo a innaffiare lentamente, facendo delle pause, nelle ore meno calde o meno fredde. Per i tecnologici si può pensare a un impianto temporizzato con tubo goccia a goccia, che funziona anche quando uno va in vacanza. Gente che conosco si aiuta nei periodi di assenza innaffiando le piante a turno. Lo faremo anche noi.
SEMINA E RACCOGLI SUL BALCONE
Nelle lettere settimanali e negli incontri troverai le indicazioni pratiche per seminare/trapiantare Aglio, Alloro, Basilico, Bietola, Broccolo, Camomilla, Carota, Cavolfiore, Cetriolo, Cicoria, Cipolla, Cipollotto, Dragoncello, Erba Cipollina, Fagiolino, Fava, Finocchio/Selvatico, Fragola, Indivia, Lattuga, Limone, Maggiorana, Melanzana, Menta, Mirtillo, Origano, Patata, Peperone, Pisello, Pomodoro, Prezzemolo, Rosmarino, Ravanello, Rucola, Salvia, Scalogno, Sedano, Spinacio, Timo, Valerianella, Verza, Zucchina. Useremo seme biologico prodotto a Modena da http://www.arcoiris.it. Loro è anche la tabella con i dati utili per la semina. Negli incontri del Martedì e Sabato sarà possibile prenotare e comprare le bustine con i semi. Nella LETTERA 1 e nei primi due martedì /sabati utili, cominceremo con Aglio, Cipolla, Insalata (semina in vaso semina in terra) , Pomodoro, Peperone, Melanzana, Zucchina e Talea di Camelia (in Vivaio). Nell’elenco delle semine e dei trapianti ho inserito anche piante da frutto: fragole, mirtilli, ecc.. che crescono bene anche in spazi ridotti e cetriolo, zucchina, peperone, melanzana, pomodoro, ecc… e limone. Per il limone è bene rivolgersi al vivaista che ci venderà una pianta innestata al piede che produce frutta ma non diventa alta 4 metri. Si coltiva in vaso, resiste all’inverno con alcuni accorgimenti, è facile da potare e ha bisogno di nutrimento semplice e di reinvaso ogni 3-4 anni.

MALATTIE E CURE DELLE PIANTE SUL BALCONE

I nemici principali delle piante sul balcone solo gli afidi. Poi ci sono altre possibili malattie che tratteremo di volta in volta alla loro comparsa. Inutile fasciarsi la testa prima. Gli afidi sono un grattacapo notevole. E’ possibile tenere il problema sotto controllo con decotti, infusi e macerati che impareremo a produrre in casa o acquistando prodotti naturali già pronti. Compreremo insieme buona parte di prodotti “pronti“ contro le malattie. Come un Gruppo d’acquisto. Divideremo i prodotti in piccole dosi, insieme alle indicazioni di come usarlo ed ai ritorni su successi ed insuccessi. Molte delle malattie dipendono da errori di coltivazione e sono spesso riparabili cambiando modo di fare.

LE STAGIONI DELL’ORTO SUL BALCONE

Ogni stagione ha il suo lavoro, le sue semine ed i suoi trapianti. Ogni seme germoglia quando la temperatura della terra su cui dorme, è giusta. Il seme ricorda la sua origine ed il luogo della sua millenaria evoluzione. Così la melanzana che proviene dal medio oriente e non germoglia prima che il terreno abbia raggiunto la temperatura ottimale: tra i 20 ed i 16 gradi ma non meno di 12 gradi. Nei vivai si usa la forzatura della temperatura basale. Con acqua calda o resistenze o aria si porta la temperatura del terreno a 20 gradi per molti giorni. Il seme si fida e germoglia. Mantenendo la temperatura dell’aria sui 20 gradi, la melanzana cresce e fruttifica anche in pieno inverno. Succede così per le verdure fuori stagione, quelle che compriamo oggi. Noi forzeremo solo un po’ la fioritura di certi bulbi per avere fiori a Natale. Forzeremo un po’ la nascita dei semi per anticipare di poco i trapianti. Ma non forzeremo, se non in modo naturale, la produzione di verdura e frutta. Nella LETTERA 1 e nei primi due martedì/sabati utili, forniremo le temperature ottimali per far germogliare Aglio, Cipolla, Insalata (semina in vaso ed terra) Pomodoro, Peperone, Melanzana, Zucchina e Talea di Camelia (in Vivaio).