ORTO IN TERRA
Lo spazio che hai a disposizione ha molta importanza. Se hai un orticello condominiale di 2 metri nel quale vanno a pisciare i gatti e i cani dell’intero caseggiato, rinuncia, che è meglio. Se proprio vuoi fare l’orto, vai gli Orti Condivisi a Modena o metti insieme un gruppo che ti diciamo come si fa. Puoi pensare di seminare 4/5 qualità a scelta fra quelle che faremo insieme (vedi la sezione SEMINA E RACCOGLI). Puoi anche pensare di mettere solo aromatiche che necessitano di poca terra e si accontentano di poco. Salvia, Rosmarino, Menta, origano, Maggiorana, Basilico.
Comunque una famiglia di 3/4 persone ha bisogno di circa 30 mq. per avere una discreta fornitura ortaggi freschi e alleggerire i costi della spesa. Con 60 mq. circa si possono ottenere verdure per tutto l’anno. Con 100 mq. circa, oltre alle verdure di uso comune si possono coltivare asparagi, patate, carciofi, cardi.
Le prime due cose da fare se hai un pezzo di terra per fare un orto sono: verificare se c’è l’acqua (da dove arriva) e vedere se è recintato. L’acqua è meglio che arrivi da un pozzo piuttosto che dall’acquedotto per qualità dell’acqua e costi. Puoi pensare di recuperare le acque piovane e dunque servono contenitori, pompe e tubi. La recinzione è obbligatoria per gli animali, i bambini e le visite inopportune.

GLI ATTREZZI INDISPENSABILI PER L’ORTO IN TERRA
Comprare poco e, possibilmente, usato. Rovistare nelle soffitte e nelle cantine. Chiedere in giro. Passare prima da Porta aperta (http://www.porta-aperta.org) o dal Tric e Trac Tric e Trac – Laboratorio di riciclaggio e riuso creativo per la città sostenibile Via Nobili, 380/a – c/o Isola Ecologica Leonardo – Modena – MO – Telefono: 338/8206208 Orario: Per portare oggetti:da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 13.00; Per scambi ed eventuali acquisti: martedì, giovedì, sabato dalle 9.30 alle 12.30. Segnalate altri luoghi dove comprare vasi e attrezzi utili usati. Indispensabili sono una paletta, una zappa, una vanga, un forcone foraterra o vanga forca, una carriola, delle forbici da giardiniere, una tagliarami, una sega da legno e una da ferro, della corda possibilmente naturale (rafia), del fil di ferro e dei bastoni o cannette di bambù di circa 2 metri e dei guanti. Per l’irrigazione un innaffiatoio con spruzzino (cipolla forata), tubo di gomma quanto basta. Vasche e vasconi per l’acqua piovana. Per i tecnologici si può pensare a un impianto temporizzato con tubo goccia a goccia, che funziona anche quando uno va in vacanza. Gente che conosco si aiuta nei periodi di assenza innaffiando le piante a turno. Noi faremo lo stesso.

IL TERRENO PER UN ORTO BIOLOGICO
Qui da noi il terreno tende a essere argilloso e tende a far ristagnare l’acqua. Per la maggior parte delle piante questa caratteristica è letale perché se l’acqua ristagna la pianta muore annegata e le radici marciscono. Il terreno argilloso , sfregato fra le mani diventa lucido e appiccicoso. Argilloso vuol però anche dire rigoglioso, produttivo. Per ovviare al fatto che in estate è duro come la pietra, in inverno è pieno d’acqua l’agricoltore tradizionale compra o affitta mostruosi trattori che arano e rivoltano la terra sempre più in profondità per far respirare la terra e le piante. Noi seguiremo un metodo diverso: non areremo, non vangheremo, faremo uso parsimonioso della zappa e dell’acqua. Copriremo il terreno con pacciamature, concimi naturali e compost. La fertilità della terra dipende in larga misura dalla presenza di humus prodotto dall’opera continua di piccoli animali e microrganismi demolitori della sostanza organica. La sua sintesi richiede ossigeno, acqua e sostanza organica, per cui si accumula per una profondità di appena 30-40 cm. Lavorare la terra in profondità causa la distruzione di questo strato fertile. Ecco perché useremo la vangaforca per smuovere il terreno preferendolo alla vanga.
NUTRIRE LE PIANTE O NUTRIRE IL TERRENO ? MALATTIE E CURA DELL’ORTO IN TERRA
Se vuoi nutrire le piante compra un sacco di concime granulare e spargilo ai piedi della piantina. Sono Sali minerali prontamente assimilabili dalle piante. La pianta prende quello di cui abbisogna e lascia il resto in terra. Le piogge portano le sostanze minerali in profondità e noi le beviamo. Noi seguiremo un principio diverso. In un terreno sano le sostanze nutritive sono rese disponibili dalla miriade di sofisticate interazioni che avvengono tra la sostanza vivente del terreno e la matrice minerale. A noi interessa che la terra sia viva e pullulante di vita e quindi ben nutrita, ossigenata ed equilibrata nella sua struttura. Concimeremo la terra con letame di origine animale reperito vicino all’orto e da allevamenti sani. Letame bovino, equino, ovino, avicolo. Useremo anche concimi di origine vegetale e faremo sovescio che consiste nel piantare essenze come senape, veccia, lupino, trifoglio e leguminose varie, coltivate solo per essere sfalciate (tagliate con la falce) e incorporate nella terra come nutrimento. Tra i concimi di origine vegetale reperibili ci sono le alghe marine, panetti di ricino, farine di roccia vulcanica e lava e le vinacce dell’uva. Faremo compostaggio di scarti di cucina, sfalci d’erba, foglie secche, aghi di pino, segatura, corteccia, cartone, paglia. Unite a pollina (merda di colombi e galline), letame maturo e torba bionda produrranno terriccio eccellente secondo la ricetta del giardiniere della zarina di Russia: “…scava una fossa nel tuo giardino della grandezza che ti aggrada e dello strato di terra che ti occorra. Mettici sterco di vacca ben putrefatto fino all’altezza di due versiòk, su di esse metti altrettanta terra comune di orto, poi mettici delle vinacce e sopra sterco di pecora, quindi quello di colomba e di gallina e ancora buono sterco di vacca… E lascialo quindi per due o tre anni a marcire. Avrai una terra ottima che sarà adatta per ogni erba, fiore e albero…” Il nostro terreno sarà sempre coperto (pacciamato) per proteggerlo dal freddo e dal caldo e dall’acqua. Sia quando è vuoto che quando è pieno di verdure e piante. Useremo tutto: paglia, fieno, erbacce secche, plastiche e teli, fogli di giornale, cartone. Il fine è proteggere il terreno, impedire l’evaporazione dell’acqua e lo sviluppo delle infestanti. Faremo rotazioni e consociazioni, non piantando mai le stesse piante nello stesso terreno e cercando di accoppiare piante che si aiutano a vicenda invece di respingersi o di passarsi le malattie. Il nostro orto sarà biologico. Ecco in sintesi le teorie del biologico. La permacultura è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia. Secondo Bill Mollison “una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra” L’agricoltura biodinamica è un metodo di coltura fondato sulla visione spirituale del mondo elaborata da Rudolf Steiner. I principi fondamentali sono: la rotazione delle colture, il compostaggio e le fasi della luna. Una pratica ritenuta di fondamentale importanza consiste nello spruzzare il terreno con “preparati biodinamici“ ottenuti da letame, polvere di quarzo o sostanze vegetali, in diluizione omeopatica. L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip basandosi sulle intuizioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka. Mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che ri-lasciano la loro attività chimica, insieme a microorganismi, batteri, funghi e lombrichi. Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo.

SEMINA E RACCOGLI NELL’ORTO IN TERRA
Nelle lettere settimanali e negli incontri troverai le indicazioni pratiche per seminare/trapiantare Aglio, Alloro, Basilico, Bietola, Broccolo, Camomilla, Carota, Cavolfiore, Cetriolo, Cicoria, Cipolla/Copollotto, Dragoncello, Erba Cipollina, Fagiolino, Fava, Finocchio/Selvatico, Fragola, Indivia, Lattuga, Limone, Maggiorana, Melanzana, Menta, Mirtillo, Origano, Patata, Peperone, Pisello, Pomodoro, Prezzemolo, Rosmarino, Ravanello, Rucola, Salvia, Scalogno, Sedano, Spinacio, Timo, Valerianella, Verza, Zucchina. Useremo seme biologico prodotto a Modena da http://www.arcoiris.it. Loro è anche la tabella con i dati utili per la semina. Negli incontri del Martedì e Sabato sarà possibile prenotare e comprare le bustine con i semi. Nella LETTERA 1 e nei primi due martedì /sabati utili, cominceremo con Aglio, Cipolla, Insalata (semina in balcone e orto in terra) Pomodoro, Peperone, Melanzana, Zucchina e Talea di Camelia (in Vivaio).

MALATTIE E CURA DELL’ORTO IN TERRA
C’è sempre qualche parassita sulle piante dell’orto. Prima si accetta questa evidenza e meglio si sta. Se il nostro ambiente fosse incontaminato sicuramente l’equilibrio sarebbe naturale. Ma le nostre terre e le nostre abitazioni sono in zone densamente popolate, accanto a strade di grande traffico, con una agricoltura e una industria che non va molto per il sottile sull’uso di inquinanti (e qui mi fermo per carità cristiana). Esistono degli insetti predatori che combattono gli insetti dannosi. Ma un balcone e un orticello non giustificano la spesa dell’acquisto, della conservazione e del lancio di questi insetti buoni o di esche sessuali. Esistono i batteri buoni che combattono gli insetti dannosi. Alcuni di questi, come il Bacillus Thuringiensis sono disponibili anche per l’uso domestico. Ma la seconda regola da imparare (dopo l’accettazione delle malattie delle piante) è quella di favorire le piante perché esprimano tutte le loro difese naturali. Luce, aria, acqua e qualità del terreno saranno le nostre preoccupazioni principali. Alcuni funghi e parassiti svernano nel terreno. Per questo è bene non piantare per anni, su balcone e orto l’aglio (per fare un esempio) se è comparso il mal bianco dell’aglio. Il letame o il compost devono essere maturi: quelli freschi contengono funghi e batteri che attaccano radici e colletto delle piante. Quando compare la malattia, comunque, bisogna non farsi prendere dal panico e non correre da rivenditore di veleni perché 90% dei casi si torna a casa con un flacone, si mette a tacere la coscienza e si spruzza. I sensi di colpa successivi sono simili a quelli dell’ex fumatore che ricomincia. Dunque impareremo a usare infusi, decotti, estratti e macerati di aglio, equiseto, ortica, peperoncino, piretro, pomodoro, propoli, nicotina, sapone di marsiglia. Ma anche rimedi inorganici quali bentonite, bicarbonato, idrossido di rame, litotamnio, oli minerali, la poltiglia bordolese. Acquisteremo insieme i prodotti come un Gas e li divideremo in piccole quantità insieme alle indicazioni di come usarli e ai ritorni su successi e insuccessi.

LE STAGIONI DELL’ORTO IN TERRA
Ogni stagione ha il suo lavoro, le sue semine e i suoi trapianti. Ogni seme germoglia quando la temperatura della terra su cui dorme, è giusta. Il seme ricorda la sua origine e il luogo della sua origine. Così la melanzana che proviene dal medio oriente non germoglia prima che il terreno abbia raggiunto la temperatura ottimale: tra i venti e i 16 gradi ma non meno di 12 gradi. Nei vivai si usa la forzatura della temperatura basale. Con acqua calda o resistenze o aria si porta la temperatura del terreno a 20 gradi per molti giorni. Il seme si fida e germoglia. Mantenendo la temperatura dell’aria a non meno di 20 gradi la melanzana cresce e fruttifica anche in pieno inverno. Succede così per le verdure fuori stagione, che compriamo. Noi forzeremo solo un po’ la nascita dei semi per anticipare di poco i trapianti, ma non forzeremo, se non in modo naturale, la produzione. Nella LETTERA 1 e nei primi due martedì /sabati utili, forniremo le temperature ottimali per far germogliare Aglio, Cipolla, Insalata (semina in vaso, Pomodoro, Peperone, Melanzana, Zucchina e Talea di Camelia (in Vivaio).

PIANTE DA FRUTTO IN TERRA
Nell’elenco delle semine e dei trapianti ho inserito anche piante da frutto: fragole, mirtilli, ecc.. che crescono bene anche in spazi ridotti e cetriolo, zucchina, peperone, melanzana, pomodoro, ecc… e limone. In un orto di proprietà è possibile impiantare anche alberi da frutta: mela, pera, pesche, susine, caco, ecc… Sceglieremo piante a maturazione precoce o tardiva in modo da sbagliare il ciclo biologico degli insetti dannosi (certe pesche e susine precoci che sfuggono all’attacco della tignola e della mosca della frutta) Adotteremo varietà di frutta antica meno appariscenti e produttive, ma molto saporite e resistenti alle avversità.