Il terreno per un orto biologico

Se vuoi fare un orto biologico devi dedicare un bel po’ di lavoro e di tempo al terreno.
Occuparsi del terreno. Conoscerlo. Tenere in considerazione i suoi punti forti ei suoi inevitabili punti deboli. Ecco la prima, indispensabile, attività per chi vuole fare un orto biologico.
Qui da noi il terreno tende ad essere argilloso e tende a far ristagnare l’acqua. Per la maggior parte delle piante questa caratteristica è letale perché se l’acqua ristagna la pianta muore annegata e le radici marciscono. Il terreno argilloso, sfregato fra le mani diventa lucido e appiccicoso. Argilloso vuol però anche dire rigoglioso, produttivo. Per ovviare al fatto che in estate è duro come la pietra e in inverno è pieno d’acqua, l’agricoltore tradizionale compra o affitta mostruosi trattori che arano e rivoltano la terra sempre più in profondità per far respirare la terra e le piante. Noi seguiremo un metodo diverso: se non in casi eccezionali non areremo, non vangheremo e faremo uso parsimonioso della zappa e dell’acqua. Copriremo il terreno con pacciamature, concimi naturali e compost. La fertilità della terra dipende in larga misura dalla presenza di humus prodotto dall’opera continua di piccoli animali e microrganismi demolitori della sostanza organica. La sua sintesi richiede ossigeno, acqua e sostanza organica. Il terreno fertile si accumula per una profondità di appena 30-40 cm. Lavorare la terra in profondità causa la distruzione di questo strato fertile. Ecco perché cerchiamo di non arare e di non vangare e useremo la vangaforca per smuovere il terreno preferendola alla vanga.

NUTRIRE LE PIANTE O NUTRIRE IL TERRENO ?

Se vuoi nutrire le piante compra un sacco di concime granulare e spargilo ai piedi della piantina. Sono Sali minerali prontamente assimilabili dalle piante. La pianta prende quello di cui abbisogna e lascia il resto in terra. Le piogge portano le sostanze minerali in profondità e poi le beviamo. Noi seguiremo un principio diverso. In un terreno sano le sostanze nutritive sono rese disponibili dalla miriade di sofisticate interazioni che avvengono tra la sostanza vivente del terreno e la matrice minerale. A noi interessa che la terra sia viva e pullulante di vita e quindi ben nutrita, ossigenata ed equilibrata nella sua struttura. Concimeremo la terra con letame di origine animale reperito vicino all’orto e da allevamenti sani. Letame bovino, equino, ovino, avicolo. Useremo anche concimi di origine vegetale e faremo sovescio che consiste nel piantare essenze come senape, veccia, lupino, trifoglio e leguminose varie, coltivate solo per essere sfalciate (tagliate con la falce) e incorporate nella terra come nutrimento. Tra i concimi di origine vegetale reperibili ci sono le alghe marine, i panetti di ricino, le farine di roccia vulcanica e lava e le vinacce dell’uva. Faremo compostaggio di scarti di cucina, sfalci d’erba, foglie secche, aghi di pino, segatura, corteccia, cartone, paglia. Unite a pollina (merda di colombi e galline), letame maturo e torba bionda, produrranno terriccio eccellente secondo la ricetta del giardiniere della zarina di Russia: “…scava una fossa nel tuo giardino della grandezza che ti aggrada e dello strato di terra che ti occorra. Mettici sterco di vacca ben putrefatto fino all’altezza di due versiòk, su di esse metti altrettanta terra comune di orto, poi mettici delle vinacce e sopra sterco di pecora, quindi quello di colomba e di gallina e ancora buono sterco di vacca. E lascialo quindi per due o tre anni a marcire. Avrai una terra ottima che sarà adatta per ogni erba, fiore e albero…” Il nostro terreno sarà sempre coperto (pacciamato) per proteggerlo dal freddo e dal caldo e dall’acqua. Useremo la copertura di superficie sia quando l’orto è vuoto, che quando è pieno di verdure e piante. Useremo tutto: paglia, fieno, erbacce secche, plastiche e teli, fogli di giornale, cartone. Il fine è proteggere il terreno, impedire l’evaporazione dell’acqua e lo sviluppo delle infestanti. Faremo rotazioni e consociazioni, non piantando mai le stesse piante nello stesso terreno e cercando di accoppiare piante che si aiutano a vicenda invece di respingersi o di passarsi le malattie. Il nostro orto sarà biologico. Ecco in sintesi le teorie del biologico. La permacultura è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia. Secondo Bill Mollison “una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra” L’agricoltura biodinamica è un metodo di coltura fondato sulla visione spirituale del mondo elaborata da Rudolf Steiner. I principi fondamentali sono: la rotazione delle colture, il compostaggio e le fasi della luna. Una pratica ritenuta di fondamentale importanza consiste nello spruzzare il terreno con “preparati biodinamici“ ottenuti da letame, polvere di quarzo o sostanze vegetali, in diluizione omeopatica. L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip, basandosi sulle intuizioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka. Mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che ri-lasciano la loro attività chimica, insieme a microorganismi, batteri, funghi e lombrichi. Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo.

LE CARATTERISTICHE DEL TERRENO PER UN ORTO BIOLOGICO.

Il primo passo per assicurarsi un orto sano e rigoglioso è occuparsi del terreno che deve essere sano e rigoglioso. Meglio imparare a riconoscere il tipo di terreno in modo da poterlo migliorare se e quando serve (70% dei casi). Lo ripetiamo: per assicurare alle piante ciò di cui hanno bisogno per germogliare, crescere e produrre frutti bisogna occuparsi della qualità del terreno. Nel terreno si trovano aria, sostanze organiche e componenti minerali. Questo mix si chiama “tessitura” del terreno. Le tessiture sono tre: grossolana, fine e finissima, corrispondenti alle prevalenze di sabbia, limo e argilla. Ribadiamo il concetto. Conoscere natura, caratteristiche e tessitura del terreno è molto importante perché ci permette di intervenire per migliorarlo. Le caratteristiche principali sono tre: sabbioso, argilloso e terra grassa
Il terreno sabbioso
L’acqua e le sostanze nutritive defluiscono rapidamente attraverso il terreno sabbioso che quindi diventa povero e non in grado di sostentare piante esigenti (es. cicorie) e molto esigenti (es. cavoli). Un orto su un terreno sabbioso ha bisogno quotidiano di acqua e di frequenti fertilizzazioni. Oppure deve essere corretto con immissioni di terra di scavo, dotata di limo e di argilla e povera di infestanti. Un camion di terra di scavo da 20 q.li costa circa 50 € trasporto compreso ed è sufficiente per correggere il terreno di un orto sabbioso di 100 mq.
Il terreno argilloso
E’ compatto, pesante e povero di sabbia. La terra argillosa, umida, diventa pastosa. Quando è secca tende a spaccarsi. L’acqua penetra e defluisce lentamente, cioè tende a ristagnare, asfissiando le radici che non respirano. Ma proprio per la capacità di trattenere l’acqua, il terreno argilloso è molto fertile. Qui da noi il terreno tende ad essere argilloso e tende a far ristagnare l’acqua. In certi casi di terreno eccessivamente argilloso è preferibile non tentare la bonifica del terreno e creare delle aiuole rialzate con terricci comprati o autoprodotti.
La terra grassa
E’ il terreno migliore. Quello che contiene in buona proporzione sabbia e limo sufficienti a garantire un buon drenaggio di acqua e un buon passaggio di aria, ma anche abbastanza argilla per trattenere acqua e sostanze nutritive. Una terra grassa perfetta contiene un 40% di sabbia, un 40% di limo e il 20% di argilla.

CONOSCERE IL TERRENO IN MODO SEMPLICE E VELOCE.
Si può fare un test veloce. Prendi una manciata di terra umida. Impastala e lavorala tra pollice e indice per modellare una striscia a nastro. Poi solleva la striscia. Se non sei riuscito a formare il nastro c’è più del 50% di sabbia. Se il nastro non supera i 5 cm di lunghezza prima di rompersi, il terreno contiene il 25% di argilla. Se il nastro è tra i 5 e i 9 cm il terreno ha il 40% di argilla. Se supera i 9 cm c’è il 50% di argilla.
Si può fare un test più accurato. In un vasetto da 250 cc, metti 5 cm di terra secca dell’orto. Riempi il vaso per due terzi con acqua e aggiungi un cucchiaino di detersivo per piatti o sale da cucina. Scuoti il vasetto e poi lascia sedimentare. Infine misura la profondità dei vari strati. La sabbia si deposita sul fondo in circa 1 minuto. Il limo impiega 4 o 5 ore per depositarsi. Si vede bene la differenza di colore tra limo e sabbia. Ma se non si vede bene sottrai dal volume totale lo spessore della sabbia che si è depositata in 1 minuto. L’argilla invece impiega parecchi giorni per sedimentare e alcune particelle potrebbero restare in sospensione nell’acqua senza depositare. L’ottimale sarebbe avere nel vasetto un fondo di sabbia di 2 cm, limo di 2 cm e argilla meno di 1,2 cm. (40,40,20).

LA STRUTTURA DEL TERRENO

E’ il modo in cui sabbia, limo e argilla si uniscono o si raggruppano. Potenziare il contenuto organico di un terreno non fa mai male, perché le sostanze organiche sono continuamente soggette a decomposizione. Aggiungere al terreno foglie marce, paglia, erba tagliata, compost, letami maturi, migliora la struttura del terreno e rilascia sostanze nutritive che lo rendono fertile e produttivo, arricchendo la sabbia e stemperando l’argilla. Un modo semplice per determinare la struttura di un terreno è quello del misurare il drenaggio, cioè la capacità dell’acqua di defluire nel terreno. Si fa così. In vari luoghi dell’ orto si scavano alcune buche profonde 30 cm e larghe 40 cm. Copri il terreno con alcuni fogli di plastica perché il terreno si asciughi. Quando il terreno è asciutto riempi ogni buca di acqua fino all’orlo e calcola quanto tempo impiega la terra a lasciare filtrare tutta l’acqua. Il tempo ideale è fra i 10 ei 30 minuti. Se si svuota in meno di 10 minuti correggilo con torba e humus che trattengono l’umidità. Se impiega da 30 minuti a 4 ore è ancora un buon terreno, ma ricordati di innaffiare lentamente per permettere all’acqua di penetrare in profondità. Se impiega più di 4 ore comincia a preoccuparti. Sotto c’è uno strato impermeabile che non lascia drenare l’acqua. Scava e frantuma lo strato impermeabile. Se lo strato impermeabile è troppo profondo e non lo trovi, coltiva piante palustri e riso o fai una vasca per i pesci.

IL PH DEL TERRENO
“…Il pH è una scala di misura dell’acidità o della basicità di una soluzione. Influenza la solubilità degli elementi nutritivi e l’attività di microrganismi responsabili della decomposizione delle sostanze organiche. L’acqua pura a 25°C ha un pH = 7. Una soluzione acquosa con pH = 7 si dice neutra. Tutte le soluzioni con pH inferiore a 7 si dicono acide; quelle con pH superiore a 7 si dicono basiche o alcaline.
In realtà il pH definisce un ambiente all’interno del quale il processo di assorbimento degli elementi nutritivi, da parte dell’apparato radicale dei vegetali, viene più o meno favorito. Quindi è di fondamentale importanza offrire alle piante un pH il più vicino possibile a quella che ciascuna di loro predilige. Salvo rare eccezioni esse gradiscono valori di pH compresi fra 5 e 7. Molte specie sanno adattarsi, senza manifestare evidenti sofferenze, a pH lievemente diversi da quelli richiesti. Perciò se è vero che non si deve drammatizzare nel ricercare il pH perfetto per ogni vegetale che si vuole coltivare, è altrettanto doveroso non sottovalutare l’importanza che esso assume per lo sviluppo delle piante. Talvolta potrebbe capitare di ottenere un pH troppo basso o troppo alto rispetto a quello desiderato. In tal caso bisogna correggere. Per modificare un pH acido basta aggiungere piccole quantità di Calce spenta (ce ne sono di liquide e in polvere) mescolare bene e ripetere la misurazione. Il valore del pH non varia mai velocemente. Pertanto è consigliabile, tra un’aggiunta e l’altra, attendere almeno un paio d’ore. La stessa operazione va compiuta per modificare pH troppo alcalini (più alti di 7) con la differenza che invece di usare Calce si userà Acido solforico, il liquido per batterie che si compra dagli elettrauto. La ricerca indica i valori ottimali di pH per ciascuna pianta. Fra le acidofile troviamo infatti delle piante fiorite davvero meravigliose quali ortensie, azalee, rododendri, camelie, gardenie e mimose, ma appartengono a questo gruppo anche alberi che possono raggiungere dimensioni piuttosto imponenti quali abete bianco, abete rosso, sequoia, acero giapponese, acero palmato, faggio e castagno. Il pH ottimale di un terreno deve tendere al neutro ed essere fra i 6.8 ei 7.2. I terreni acidi hanno un pH da 1 a 6.8. I terreni basici hanno valori fra i 7.2 e i 14. La piante che tratteremo in ORTOACASATUA si trovano bene su terreno neutro. Se vuoi misurare il grado di acidità del terriccio da te prodotto nella compostiera puoi comprare un pHmetro elettronico o usare la normale cartina di tornasole che in farmacia costa molto ma che nelle aziende chimiche costa meno. Bisogna lasciare a bagno per una notte una manciata di terriccio in una brocca d’acqua e la mattina prelevare un bicchiere d’acqua da analizzare. Se usi il pHmetro elettronico prima devi fare la taratura attraverso una soluzione “tampone” che trovi presso i negozi specializzati in prodotti chimici o presso alcuni rivenditori di acquari. La soluzione tampone ha un pH conosciuto. Per cui una volta inserito il pHmetro nella soluzione bisogna far ruotare la rotellina a destra o a sinistra fino a far coincidere la lettura dello strumento con il pH della soluzione tampone. Ripetere l’operazione più volte. Dopo la taratura lo strumento è a posto. La cartina tornasole si basa sulla colorazione. Insieme alla cartina viene fornita una scala cromatica che dà la misura del pH. Si immerge un pezzetto della cartina nella soluzione che si vuole esaminare: quasi subito la cartina si colorerà in un certo modo. Accostandola alla scala colorata si cercherà la gradazione del colore più vicino a quello della cartina leggendo, accanto, il corrispondente valore del pH. La lettura fatta in questo modo non è precisa ed è approssimativa, ma è sempre meglio che niente…” da Roberto De Risi “ Colture senza suolo “ Calderini edagricole 2000.

MIGLIORARE IL TERRENO

Se nel terreno scelto l’erba cresce rigogliosa e senza problemi, canta vittoria. Per il momento. Poi pulisci dall’erba, vanga e zappa. Semina, pacciama. Innaffia, sarchia, combatti contro le lumache, i topi, gli afidi, eccetera. Gusta le tue verdure ei tuoi frutti e sii in pace col mondo. Ma se, intervistato da una eventuale indagine a campione, oserai dire che l’insalata biologica costa troppo e le fragole senza pesticidi sono più buone ma che prezzo!!!… Ho un amico, produttore biologico serio e tipo molto deciso, che ti farà una visita a domicilio e non credo che si limiterà alle parole. Eravamo rimasti all’erba. Togli l’erba con le radici e compostala in un angolo del guardino. Prima di seminare, però, stendi e fai penetrare nel terreno uno strato di 5 centimetri di sostanze organiche: compost, oppure letame maturo, oppure torba e pacciame (paglia e foglie). Ogni anno dovrai fare la stessa cosa. Meglio se parti in autunno. Vanga, stendi i 5 cm di compost o letame e copri con 40 cm di paglia. Il gelo eil tempo ti daranno un terreno simile al sottobosco ein primavera sarà sufficiente spostare la paglia, zappettare e livellare, seminare e trapiantare e ricoprire con la paglia. Se invece è primavera avanzata e hai fretta di produrre verdure buone, dopo aver tolto l’erba, puoi comprare compost, oppure letame maturo pellettato oppure torba e come pacciame paglia ( in primavera evita le foglie che faticano a decomporsi).
Il compost
E’ reperibile nelle discariche delle città, non costa niente e te ne danno quanto ne vuoi a patto che te lo vada a prendere. Te lo portano anche a casa, ma deve essere una grande quantità e si paga il trasporto. E fatto da foglie, legna sminuzzata (cippato) ricavato dalle potature, sfalci dei prati ecc.. opportunamente “compostati” e girati una volta la settimana perché prenda aria. Un compost eccellente è quello usato per la coltivazione dei funghi e poi sostituito per esigenze produttive.
Il letame
Si compra anche in sacchetti da 5 e 25 litri. E’ letame di cavallo, di mucca, pecora, capra o gallina. Il letame di animali grossi nutre di meno, dunque lo strato non sarà di 5 cm, ma di 7-8 cm. In realtà i contadini non sanno che farsene del letame che producono e lo regalerebbero volentieri, se solo uno se lo va a prendere. Bisogna però farlo maturare almeno 6 mesi: è pronto quando la paglia si è del tutto decomposta e il letame è marrone, compatto e morbido. Il mio maestro di letame, Vieri, andava al centro della concimaia in mutande. Scavava un buco profondo un metro, annusava e diceva che era pronto se non puzzava di letame. Se era proto si lavorava tutto il giorno a portarlo nei campi. La sera tutti ci si lavava con la grande meraviglia di Vieri. Lui diceva di non puzzare. Sua moglie, la Pace, non la pensava allo stesso modo.
La torba
E’ un materiale marrone spugnoso e acido che si estrae dalle torbiere del Nord Europa.
Il terriccio universale
Se hai un orto di pochi metri quadrati da rendere produttivi rapidamente, puoi anche comprare il terriccio universale in sacchi da 25 o 50 litri. Dentro c’è compost, torba e fibre vegetali ( nei terricci buoni, cocco). Il terriccio buono costa molto, ma tu sai quale urgenza hai e come sono messe le tue finanze. Per darti alcuni punti di riferimento, il terriccio universale buono costa circa 10 € per 50 litri e ci fai circa 10 mq con 5 cm di spessore. Evita di comprare il terriccio dove c’è scritto “già ammendato “ ( già concimato): preferisci il terriccio su cui è scritto: “ammesso in agricoltura biologica”. Compra un sacco grande di terriccio universale buono e una confezione di letame biologico pellettato da 25 litri. Spargi sul terreno i 25 litri di letame pellettato e sopra spargi i 50 litri di terriccio . Zappetta in modo che la terra sottostante cominci a “digerirlo”. Dopo due giorni puoi seminare e trapiantare. Questo sistema migliora il terreno sottostante e se lo terrai coperto con pacciamatura sarà ammendato per l’intera stagione. In autunno ripeti l’operazione oppure aggiungi solo letame e vanga per 20 cm e copri con 40 cm di paglia.
Per aggiungere sostanze organiche e nutritive al terreno puoi fare Sovescio e Pacciamatura.
Il sovescio
Sono piante coltivate per essere tagliate e inglobate nel terreno quando sono ancora verdi, cioè prima che fioriscano e producano semi. Decomponendosi velocemente apportano sostanze nutritive e migliorano la struttura del terreno. Le piante da sovescio sono le leguminose come il fagiolo, la veccia, il trifoglio. Presentano nelle radici dei noduli che sono in grado di fissare nel terreno l’azoto che le foglie sottraggono dall’aria. Le piante da sovescio non leguminose come la segale e senape non apportano azoto come le leguminose, ma arricchiscono il terreno di sostanze organiche.
Le colture da copertura (o pacciamatura)
Servono a prevenire l’erosione del terreno e a soffocare le erbacce. E’ paglia, foglie, sfalci di erba e cippato (ramaglie tagliuzzate). Sul cippato c’è molto interesse da quando un gruppo di giovani agricoltori sui Pirenei è riuscito a produrre pomodori e verdure in totale assenza di acqua. E’ stato pubblicato di recente in Italia un libro che svela tutti i segreti della coltivazione dell’orto senz’acqua, grazie al cippato. Si tratta di “L’orto senz’acqua di Jacky Dupety (Terra Nuova Edizioni). Coltivare bio con il cippato per risparmiare acqua, petrolio e lavoro”. L’autore si è occupato di importare in Francia la tecnica del cippato e ne è diventato uno dei massimi esperti mondiali. In Francia la coltivazione con cippato di ramaglie fresche è conosciuta come metodo BRF – Bois Rameaux Fragmentés.

LAVORARE IL TERRENO
Se il terreno è stato già lavorato negli anni precedenti e la terra si rivolta facilmente con la vanga fai senza vangarlo. Tienilo coperto dall’autunno alla primavera, con una buona pacciamatura. Poi zappetta, pareggia, semina e ricopri con leggera pacciamatura.
Se la terra è dura e pesante meglio aspettare l’autunno e vangare. A settembre semina sovescio e copri con una buona pacciamatura. Le piantine da sovescio cresceranno prima dei grandi freddi e se non farà – 15 gradi, resisteranno. A febbraio rivanga e zappetta interrando sovescio e paglia, pareggia con il rastrello togliendo i pezzi di terra grossi e compatti. Semina e ricopri con leggera pacciamatura. L’operazione può essere ripetuta, a rotazione, nelle aree libere dell’orto, per le stagioni successive.
Se la terra, in primavera, è coperta da erba ma la struttura sembra buona (fai le prove descritte) togli le zolle dell’erba con le radici e prepara un luogo appartato del giardino dove fare il compostaggio. Deve essere all’ombra. Puoi fare una compostiera con 4 pallets di legno fermati con fil di ferro. Le erbacce si dividono in due categorie: annuali e perenni. Per le annuali è bene aspettare il loro sviluppo prima di toglierle e poi con la zappa si continua a togliere le nuove nate. Le perenni (la gramigna è la regina) vanno tolte pezzettino per pezzettino. Per l’ortolano le erbacce perenni corrispondono alla condanna: “Fine pena mai!“. In certi casi l’unico modo per tenerle sotto controllo è la copertura dell’intera area infestata con un telo nero molto robusto, per almeno 1 anno e poi ripartire da capo.
Fare pulizia del terreno. Se il terreno è asciutto, un paio di giorni prima di iniziare il lavoro, innaffia leggermente. Poi segna i confini del tuo orto. Inizia dal lato più corto. Infila la vanga sotto la zolla erbosa. Non andare in profondità, ma solleva solo l’erba e qualche centimetro di radici. Fai leva e solleva la zolla. Poi afferra l’erba e metti la zolla nella carriola per portarla nella compostiera. Togli dalla zolla i pezzi di gramigna, non metterli nella compostiera e bruciali. Le zolle vallo sistemate a doppio strato, con l’erba a contatto. Anche l’ultima zolla deve avere l’erba rivoltata in basso. Copri la compostiera con una tettoia e lasciala maturare per un anno. Troverai dell’ottimo terriccio che restituirai all’orto. Dopo aver tolto l’erba, puoi comprare compost, oppure letame maturo pellettato oppure torba e come pacciame paglia. Spargi il letame pellettato, spargi il compost o la torba, pareggia con il rastrello, semina e trapianta e copri con pacciamatura.
Per grandi estensioni ci si può far aiutare da una motozappa con denti posteriori, comprata o noleggiata. La motozappa è uno strumento utile ma va usata con parsimonia. L’inconveniente è che la motozappa frantuma bene il terreno superficiale ma non andando in profondità favorisce la formazione di uno strato molto duro sotto la superficie scavata. Sotto lo strato lavorato, a causa della pressione continua, il terreno diventa sempre più compatto.